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ComunicazioniPubblicato il 31 marzo 2025

La ricerca sotto i riflettori: programmi, progetti e risultati. Rapporto annuale dei programmi di ricerca «Ricognizione e sorveglianza» e «Comunicazione»

Martedì 25 marzo 2025, armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) ha invitato a partecipare alla presentazione dei rapporti annuali dei due programmi di ricerca «Ricognizione e sorveglianza» e «Comunicazione». I due capi dei programmi di ricerca, il dott. Peter Wellig e il dott. Christof Schüpbach, hanno fornito ai collaboratori interni del DDPS interessanti informazioni su attività di ricerca, progetti e risultati attuali.

Moana Häfeli, staff, armasuisse Scienza e tecnologia

Il dott. Peter Wellig mentre parla al pubblico davanti a una sala gremita. Le persone del pubblico sono sedute su diverse file davanti a lui mentre tiene la sua presentazione.

In breve

L’obiettivo dei rapporti annuali dei programmi di ricerca di armasuisse Scienza e Tecnologia (S+T) consiste nel presentare ai collaboratori interni del DDPS interessati uno sguardo dietro le quinte dei programmi di ricerca. Questo quadro non solo offre vari spunti su diversi campi di attività e progetti in corso, ma è anche una buona occasione per avviare un confronto aperto. In tal modo, l’evento favorisce il reciproco scambio di conoscenze e rafforza la collaborazione all’interno del DDPS.

Il calcio d’inizio dei tradizionali rapporti annuali è stato rappresentato dai programmi di ricerca «Ricognizione e sorveglianza» e «Comunicazione». L’edizione di quest’anno, che ha visto circa 140 partecipanti, ha di nuovo suscitato grande interesse sia nel DDPS che tra i collaboratori interni.

Riorientamento del programma di ricerca «Ricognizione e sorveglianza»

All’inizio della presentazione del primo rapporto annuale, il dott. Peter Wellig ha fornito una breve panoramica concernente il programma di ricerca «Ricognizione e sorveglianza», presentando anche il relativo riorientamento. Il programma di ricerca si occupa ora di quattro ambiti di competenza orientati alle capacità nei settori ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) e contromisure. I quattro ambiti di competenza sono suddivisi nel seguente modo: sorveglianza dello spazio aereo, sorveglianza aerea a terra, sorveglianza delle grandi aree (incl. l’ambiente urbano), mimetizzazione e diversione. Inoltre il dott. Peter Wellig ha sottolineato l’importanza di disporre di un vasto spettro di reti per garantire lo sviluppo delle competenze, come ad esempio la stretta collaborazione multilaterale con partner di ricerca NATO/PfP, università, scuole universitarie, industria e progetti di ricerca congiunti interni. Inoltre, il capo del programma di ricerca ha fornito informazioni riguardo ad alcune attività di ricerca attuali quali il rilevamento di piccoli droni mediante diversi sensori in un contesto difficile nell’ambito dell’esercitazione NATO TIE 24.

A seguire vi sono state tre relazioni tecniche sul tema «ricognizione aerotattica e diversione». Andreas Zihlmann, capoprogetto scientifico nel settore Tecnologia dei sensori, ha illustrato ai partecipanti l’esperimento congiunto nell’ambito di una campagna di ricerca NATO/PfP (Partenariato per la pace) con diversi partner di ricerca nazionali e internazionali, nel cui quadro sono stati testati i limiti prestazionali di sistemi radar basati su droni. In un intervento successivo, il dott. Elias Mendez dell’Università di Zurigo ha presentato i sistemi testati nel contesto accademico zurighese. Poi Marc Radstake, capogruppo del settore Innovazione di armasuisse S+T, ha concluso la prima serie di interventi con una presentazione sulle sagome e sulla relativa ottimizzazione dei segni.

Il dott. Peter Wellig in piedi nell’angolo di una sala accanto a un monitor su cui si vede una presentazione. Dietro di lui ci sono due bandiere.

Samuel Gelzer del Comando Operazioni ha inaugurato la seconda serie di presentazioni con una relazione sull’imagery intelligence (IMINT). Gli esempi basati sulla prassi hanno offerto al pubblico un’interessante occasione per dare un’occhiata dietro le quinte e ottenere una panoramica dei diversi campi d’attività dell’IMINT. Il dott. Roland Oechslin ha poi tenuto una presentazione sulle procedure radar cognitive. Il progetto prevede di sviluppare un sistema radar cognitivo sulla falsariga della capacità cognitiva umana. A tal fine, il dott. Roland Oechslin ha presentato delle prove nell’ambito del gruppo di ricerca SET-302 della NATO, che sono state utilizzate per lo sviluppo di sistemi radar cognitivi. Con un breve approfondimento sui preparativi in corso per il convegno «Scout 25: raccolta e utilizzo moderni delle informazioni del campo di battaglia e contromisure», il capoprogetto Andreas Zihlmann ha concluso la prima relazione di ricerca dell’anno.

In conclusione, il dott. Peter Wellig ha di nuovo menzionato brevemente l’evento «Scout 25: raccolta e utilizzo moderni delle informazioni del campo di battaglia e contromisure» che si terrà il 18 giugno a Thun nonché altre attività di ricerca NATO/PfP in programma e progetti di ricerca congiunti interni.

Un costante sviluppo di competenze nell’ambito del programma di ricerca «Comunicazione»

Il pomeriggio è stato dedicato al secondo programma di ricerca «Comunicazione», sotto la guida del dott. Christof Schüpbach. Come nel programma della mattina, oltre al programma generale di ricerca il dott. Christof Schüpbach ha illustrato ai presenti il relativo riorientamento. Il programma di ricerca è ora orientato ai tre seguenti ambiti di competenza: tecnologie di trasmissione, combattimento elettronico e tecnologie d’informazione e di condotta. L’ultimo è volto soprattutto a garantire una collaborazione tra i sistemi d’informazione e di condotta nonché di comunicazione per poter chiudere efficacemente la rete integrata di sensori, informazioni, condotta ed efficacia (SICE). Inoltre, il capo del programma di ricerca ha sottolineato ancora una volta l’importanza di disporre di una vasta rete di partner per sviluppare competenze specialistiche. In tale contesto, il trasferimento delle conoscenze tra i capiprogetto svolge un ruolo fondamentale. «Le competenze non si trasferiscono su una chiavetta USB», afferma il dott. Christof Schüpbach. Sono state inoltre menzionate alcune attività di ricerca quali ad esempio la fotonica per le applicazioni radio, che comprende le tecnologie che generano e manipolano segnali ottici e li trasformano in segnali radio per trasmetterli. Da ciò derivano significativi vantaggi come larghezze di banda elevate e flessibilità nella selezione delle frequenze.

Il dott. Christof Schüpbach in piedi dietro a un leggio accanto a un monitor su cui si vede una presentazione.

Dopo l’introduzione al programma di ricerca «Comunicazione», il dott. Christof Schüpbach ha dato la parola al colonnello Mietta Groeneveld, direttrice del Command and Control Centre of Excellence della NATO. La sua relazione tecnica si è concentrata in particolare sulle attuali sfide della NATO nel campo Command and Control nonché sui fattori principali dietro di esse. Nell’ambito di un’altra relazione la dott.ssa Meriem Elhosni, capoprogetto scientifico del settore Comunicazione e protezione elettromagnetica, ha presentato il progetto di ricerca C2SIM (Command and Control Simulation). L’obiettivo consiste nell’impiegare l’intelligenza artificiale (IA) per generare scenari simulati realistici, metterli in rete e sostenere la formazione e il supporto decisionale durante le operazioni. Inoltre la dott.ssa Meriem Elhosni ha spiegato insieme al dott. Matthias Sommer, capoprogetto scientifico del settore Intelligenza artificiale e simulazione, come verranno testati i sistemi del progetto di ricerca C2SIM, i sistemi C2 e la simulazione nell’ambito dell’esercitazione NATO di quest’anno CWIX 2025 (Coalition Warrior Interoperability eXploration, eXperimentation, eXamination eXercise).

Per concludere la giornata e la relazione di ricerca è intervenuto il dott. Raphael Rolny con una presentazione sul tema «Comunicare senza interferenze nello spazio elettromagnetico», sottolineando che soprattutto i sistemi di comunicazione militari hanno sempre più sfide da affrontare. Ci si chiede dunque come poter rendere tali sistemi di comunicazione più efficienti e resistenti. Sulla base di tre progetti di ricerca, il dott. Raphael Rolny ha delineato le prime conoscenze e proposte di soluzione volte alla riduzione delle interferenze nei sistemi di comunicazione militari. Le tecniche analizzate rappresentano un grande potenziale per l’esercito, in quanto i sistemi di comunicazione militari possono inviare, ricevere e disturbare allo stesso tempo, mentre i segnali di jamming dei nemici vengono soppressi.

Conclusioni e previsioni

A nome di tutti i partecipanti, armasuisse S+T coglie l’occasione per ringraziare i relatori e le persone che hanno mostrato grande interesse nonché per l’aperto e prezioso scambio di idee.

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