Job rotation: nuove prospettive e una maggiore collaborazione
Sebastian Vögele, del settore Ingegneria dei sistemi di Berna, ha lavorato da febbraio ad aprile 2026, nell’ambito di una job rotation, presso il di competenza per l’intelligenza artificiale e la simulazione (IASI) di Thun, entrambi facenti parte di armasuisse Scienza e Tecnologia. Nell’intervista racconta del suo lavoro e dei vantaggi di questa misura di sviluppo.
Intervista a Sebastian Vögele, Dipartimento di Ingegneria dei Sistemi, condotta da Anela Ziko, staff, armasuisse Scienza e Tecnologia

Cosa l’ha spinta a partecipare a un programma di job rotation?
Preferisco imparare sulla base di casi concreti tratti dalla quotidianità lavorativa. Per questo motivo, durante il colloquio di sviluppo (MEG), il mio superiore, Gregor von Rotz, ed io abbiamo preso in considerazione le offerte di formazione «sul campo» e, in particolare, la job rotation. Poiché il mio lavoro abituale nel settore di competenza Ingegneria dei sistemi presenta alcuni punti di contatto specialistici con i temi di ricerca del IASI, abbiamo chiesto al responsabile del settore, Michael Rüegsegger, di partecipare alla job rotation. Fortunatamente, anche il IASI ha accolto con favore questa idea. Così il progetto, ovvero la job rotation, ha preso il via.
Quali sono stati i Suoi compiti durante la job rotation?
Nell’ambito dei progetti relativi alla piattaforma di simulazione virtuale e costruttiva (VSP & KSP), il IASI sta valutando quali possibilità offrano gli ambienti di simulazione interconnessi. All’interno di questo ambiente interconnesso, i diversi simulatori dell’Esercito svizzero possono essere collegati tra loro e, in parte, sostituiti da questo sistema.
Ho lavorato a un caso d’uso in cui si intende simulare la futura difesa aerea della Svizzera. Si trattava di perfezionare le simulazioni, ma anche di evidenziare i limiti e le ulteriori necessità di miglioramento.

Qual è il valore aggiunto offerto dalla job rotation?
La job rotation mi ha offerto una visione interessante e proficua di un nuovo ambito tematico. Analogamente a quanto avviene durante un tirocinio universitario, ho potuto occuparmi di nuovi compiti in modo relativamente informale e per un periodo di tempo chiaramente limitato.
Inoltre, ho potuto conoscere meglio il IASI e contribuire a un maggiore scambio tra i due dipartimenti. Soprattutto in relazione al potenziale trasferimento dei progetti di ricerca agli appalti, questo scambio è di reciproco interesse.
Per il «settore ospitante», la job rotation offre anche l’opportunità di acquisire una nuova prospettiva sui propri temi.
Cosa occorre per una job rotation di successo?
Oltre alla motivazione a familiarizzarsi con un nuovo settore, occorre soprattutto una solida pianificazione. Il settore di appartenenza deve far fronte alla rotazione con una risorsa in meno per tutta la durata dell’iniziativa e pianificare il lavoro di conseguenza. Il settore ospitante deve preparare i compiti per la rotazione, fornire al partecipante un’introduzione al lavoro e supportarlo durante lo scambio. Nel mio caso, questa figura è stata Adrian Schneider. Si è preso il tempo necessario per introdurmi sia al progetto che alle modalità di lavoro del IASI.
Una volta soddisfatte queste condizioni, la job rotation può essere attuata in modo molto pragmatico con un minimo sforzo amministrativo. Per me la job rotation è stata proficua e la rifarei!
Sebastian ha sviluppato in poche settimane una simulazione su larga scala per la difesa aerea a terra. La job rotation è un successo. Preferiremmo poter tenere Sebastian con noi fin da subito.
Capoprogetto scientifico / Vicecapo settore speficistico IA e centro di simulazione
È fantastico vedere che in questo lasso di tempo, pur breve, sia nato qualcosa di grande e di valore duraturo, con un beneficio per tutti. La job rotation ha avuto ripercussioni positive su entrambi i settori, avvicinandoli. E no, Sebastian non lo cediamo, ma la collaborazione è destinata a continuare.
Capo settore specifistico Ingegneria dei sistemi
Che cos’è la job rotation?
Nel quadro di una job rotation, i collaboratori assumono per un periodo limitato (di norma da 3 a 12 mesi) un altro incarico, al fine di acquisire una visione d’insieme dell’ambito di attività di tale funzione. Una job rotation può consistere in uno scambio reciproco tra due persone o essere semplicemente unilaterale.
Ulteriori informazioni
Il Centro di competenza per l’intelligenza artificiale e la simulazione
