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ComunicazioniPubblicato il 10 febbraio 2025

Innovazione internazionale

L’attuale situazione geopolitica e le conoscenze relative alla pandemia di Covid hanno mostrato i limiti della globalizzazione. Ciò significa che oggi vi è una crescente dipendenza internazionale dalle capacità industriali nazionali. L'innovazione e la cooperazione internazionale si stanno rafforzando e, in particolare, continuano a rimanere indiscusse. In questo caso le sfide sono spesso le stesse, in quanto, per ragioni di sostenibilità delle risorse, delle competenze e delle idee a livello internazionale, queste devono essere condivise e utilizzate. Com’è posizionata la capacità d’innovazione della Svizzera e come sarà utilizzata anche nel settore degli armamenti, ce lo spiega il dott. Jens Rehanek in un'intervista.

Intervista al dott. Jens Rehanek del settore specialistico Ricerca e innovazione condotta da Anela Ziko, facente parte dello staff del settore di competenza Scienza e tecnologia

Il dottor Jens Rehanek è in piedi davanti a una parete bianca. Indica la presentazione proiettata.

In breve

Dott. Jens Rehanek è il capoprogetto scientifico presso armasuisse Scienza e tecnologia. È responsabile delle missioni e si occupa di gestire i rapporti con l'Agenzia europea per la difesa (AED) e, in particolare, con l’Hub for European Defence Innovation (HEDI). In questa intervista, fa luce sull'innovazione in un contesto internazionale.

Caro Jens, tutti parlano di innovazione. Anche armasuisse e, più precisamente, il settore di competenza Scienza e tecnologia, si occupa di questo argomento da diversi anni. Puoi spiegarci cosa significa innovazione per armasuisse?

L’innovazione nella difesa si riferisce allo sviluppo di nuove tecnologie, procedure e strategie che possono migliorare l’efficienza e l’efficacia delle operazioni militari. Ciò include sia i progressi tecnologici, come le soluzioni hardware o software, sia le innovazioni organizzative che migliorano la collaborazione e lo scambio di informazioni tra i diversi attori.

Negli appalti pubblici, e quindi per armasuisse, innovazione significa rendere più flessibili le procedure di acquisto e, in particolare, il lavoro preparatorio per tali procedure. Grazie alle innovazioni si possono sviluppare e permettere altre soluzioni che, eventualmente, possono essere sviluppate ulteriormente o diversamente rispetto alla soluzione che finora sembrava quella più ovvia. Inoltre, la collaborazione con il settore privato gioca un ruolo cruciale per identificare e attuare soluzioni innovative.

In definitiva, la nostra innovazione mira ad aumentare la sicurezza del nostro Paese e garantire la propria capacità di difesa in un contesto geopolitico in costante cambiamento.

Gli sviluppi tecnologici spesso progrediscono più velocemente dei processi politici. Secondo te ci sono delle differenze tra le innovazioni in ambito civile e quelle nel settore della difesa?

Le innovazioni nel settore della difesa si differenziano notevolmente da quelle nel settore civile. Il settore della difesa è soggetto a condizioni quadro e procedure di autorizzazione rigide che possono rallentare l’implementazione di nuove tecnologie. Anche i cicli di innovazione sono, di norma, più lunghi che nel settore privato. Inoltre, i progetti di innovazione finanziati dallo Stato devono soddisfare le rigorose linee guida sul bilancio. Di conseguenza, la collaborazione con il settore privato è spesso complessa perché occorre tenere conto degli interessi nazionali.

Nel settore civile, invece, esiste una maggiore varietà di fonti di finanziamento, compresi gli investimenti privati e il capitale di rischio, cosa che può accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie.

L'attenzione dell'innovazione civile è più rivolta a migliorare l'efficienza dei servizi per i clienti, ma anche la loro qualità di vita. Nel settore della difesa, oltre all’efficienza, giocano un ruolo importante anche gli aspetti sulla sicurezza e sui vantaggi strategici.

Per la Svizzera questi programmi potrebbero offrire l’opportunità di rafforzare le proprie capacità di difesa
Dott. Jens Rehanek capoprogetto scientifico del settore specialistico Ricerca e innovazione, armasuisse Scienza e tecnologia

Dal 2022 lavori presso armasuisse S+T. Puoi spiegarci qual è l’obiettivo degli spazi di innovazione del DDPS e come – e, in particolare, per chi – questi vengono utilizzati?

Il rapporto di Deloitte, che ha analizzato le procedure di acquisto del DDPS nel 2019, ha raccomandato la creazione di uno spazio di innovazione, per identificare, sviluppare e testare soluzioni innovative. armasuisse S+T ha ripreso questo concetto e ha sviluppato gli spazi di innovazione del DDPS orientati alle sfide specifiche della Svizzera. Questi spazi hanno lo scopo di aiutare a identificare e colmare le lacune di competenze ed evitare investimenti sbagliati. Nel 2020 il capo del DDPS, Viola Amherd, ha infine commissionato l'elaborazione di un concetto ad armasuisse da cui sono emersi cinque spazi di innovazione orientati al fabbisogno: Concorrenza, Booster, Idea Lab, Sandbox e Test Run. Ogni spazio affronta sfide specifiche in un contesto militare, per cui sono state sviluppate soluzioni interfunzionali.

Il fatto che la Svizzera si sia riconfermata al primo posto nel Global Innovation Index per la tecnologia e l'innovazione mostra l’enorme potenziale del nostro ecosistema unico, insieme a tutte le sue competenze accademiche e industriali a livello mondiale. Vorremmo usufruirne maggiormente anche nel DDPS, per sviluppare soluzioni nell'ambito degli spazi di innovazione del DDPS.

L'attenzione degli spazi di innovazione del DDPS è rivolta alle innovazioni a medio e lungo termine che sono destinate a rispondere alle sfide militari attuali e future. Un aspetto chiave degli spazi di innovazione del DDPS è che l'utente segue l'intero processo, che consiste nell'utilizzo delle conoscenze acquisite, dall'inizio alla fine insieme agli esperti e agli addetti all’innovazione.

Il processo degli spazi di innovazione del DDPS deve, però, essere accessibile anche a tutti gli altri uffici federali del DDPS. Noi del team Innovazione presso armasuisse S+T supportiamo volentieri gli uffici federali con il nostro metodo e siamo inoltre disponibili a fornire consulenza per l'eventuale implementazione.

I singoli progetti di innovazione, rispettivamente le missioni, così come vengono chiamate da armasuisse, vengono attuati principalmente a livello nazionale. Come si configurano gli scambi e la collaborazione a livello internazionale?

Poiché gli spazi di innovazione del DDPS sono stati costituiti recentemente, non possiamo, ovviamente, guardare indietro agli effetti a lungo termine. Tuttavia, possiamo già notare che lo scambio con l'industria sia nazionale che internazionale e con gli utilizzatori è molto vivace, ad esempio con gli utenti o con le organizzazioni come l'Hub for European Defence Innovation dell'Agenzia europea per la difesa.

Tuttavia, c'è anche un costante scambio internazionale di esperienze a livello metodologico con organizzazioni nazionali e interstatali che affrontano sfide identiche o simili. Ciò è parte integrante del costante sviluppo del concetto degli spazi di innovazione del DDPS e delle stesse metodiche ivi utilizzate.

L'Agenzia europea per la difesa e la NATO hanno i propri programmi di innovazione. Che significato hanno per le innovazioni tecnologiche nel settore della difesa e in particolare per la Svizzera?

I programmi di innovazione dell'Agenzia europea per la difesa e della NATO assumono un’importanza sempre maggiore. Promuovono la cooperazione tra gli Stati membri, facilitano lo scambio di idee innovative e offrono sostegno finanziario per i progetti di ricerca. Questi programmi rafforzano ulteriormente l’interoperabilità tra le forze armate.

Secondo il rapporto Sicurezza 2024 del Centro studi sulla sicurezza del Politecnico federale di Zurigo, il 52% degli Svizzeri sostiene il desiderio di una maggiore cooperazione con la NATO nel settore delle nuove tecnologie, mentre il 91% continua a sostenere la neutralità.

La Svizzera ha buoni legami con la NATO che sono stati istituzionalizzati dal 1996 nell’ambito del Partenariato per la pace (PfP) e con l’AED dal 2012 nel quadro dell’Accordo di cooperazione in materia di armamenti. La partecipazione ai loro programmi di innovazione potrebbe aiutare l’industria della difesa svizzera a migliorare le loro tecnologie e diventare più competitiva sul mercato internazionale. La partecipazione può contribuire a consolidare il ruolo della Svizzera nelle strutture di sicurezza europee e adattarsi meglio alle nuove sfide in materia di politica di sicurezza. Per la Svizzera questi programmi potrebbero offrire l’opportunità di rafforzare la sua capacità di difesa.

E, per concludere, in quali ambiti tecnologici vedi il maggior potenziale di innovazione per la Svizzera e il settore della difesa nei prossimi anni?

Nel campo della difesa la Svizzera dispone di diverse tecnologie promettenti con un notevole potenziale di innovazione.

L'intelligenza artificiale può essere utilizzata per migliorare l’analisi dei dati e il processo decisionale, nonché l'automazione dei processi, ad esempio nella logistica. Allo stesso tempo, può dare un contributo, ad esempio, al campo della cibersicurezza, tra l'altro nell'ambito della neutralizzazione automatizzata degli attacchi informatici. I sistemi autonomi e la robotica possono svolgere compiti pericolosi riducendo, in questo modo, la presenza umana in ambienti pericolosi e aumentando anche l’efficienza delle operazioni militari.

Nel complesso, gli sviluppi tecnologici innovativi potrebbero offrire un’opportunità anche all’industria della difesa svizzera, per aumentare l'efficienza, la sicurezza e la resilienza e adattarsi al mutevole panorama geopolitico. Il potenziale di innovazione della Svizzera è stato chiaramente dimostrato e ora è importante poterlo utilizzare per l'innovazione e la sicurezza della Svizzera.

Grazie mille per il tuo tempo.

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