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«Gli aerei da combattimento continueranno a essere indispensabili anche in futuro»

La situazione legata alla sicurezza è diventata più instabile, poco chiara e imprevedibile in tutto il mondo e anche in Europa. La grande velocità e l’incertezza che caratterizza gli sviluppi internazionali si ripercuote anche sulla situazione della politica di sicurezza della Svizzera. Questi sono i temi trattati nel rapporto sulla politica di sicurezza che attualmente sta attraversando l’iter di consultazione. Pälvi Pulli, capo della politica di sicurezza del DDPS, spiega che cosa ha l'acquisto del nuovo aereo da combattimento da fare con questo.

Pälvi Pulli, capo della politica di sicurezza del DDPS

Pälvi Pulli siede a un tavolo con un vaso di tulipani gialli.
Pälvi Pulli, capo della politica di sicurezza del DDPS

 

La natura ibrida del modo di condurre un conflitto, ad es. tramite mezzi informatici e disinformazione, tende ad aumentare. L’evoluzione delle minacce è caratterizzata dal fatto che i conflitti armati possono assumere forme diverse, con transizioni fluide. Per perseguire gli interessi personali vengono tuttora utilizzati mezzi militari convenzionali, come dimostrano vari conflitti armati, anche in Europa. Al tempo stesso non sono scomparse minacce come il terrorismo e anche il cambiamento climatico causerà disastri naturali più frequenti e più gravi. E a tutto questo insieme di fattori si è aggiunta addirittura una pandemia. Secondo il rapporto sulla politica di sicurezza del Consiglio federale, i mezzi militari, in particolare gli aerei da combattimento, continuano a essere importanti, soprattutto perché possono essere utilizzati anche nei conflitti ibridi. In tempi di forti tensioni internazionali, la Svizzera deve essere in grado di proteggere il suo spazio aereo dall’impiego non autorizzato per tenersi fuori da situazioni di conflitto. Anche se un attacco diretto alla Svizzera viene tuttora considerato improbabile, il suo impatto sarebbe così grave da non poter essere trascurato. Il compito principale dell’esercito rimane la difesa, anche contro le minacce aeree.

Gli aerei da combattimento coprono un ampio spettro di interventi

Gli aerei da combattimento possono essere utilizzati in varie situazioni. I compiti si estendono dal servizio quotidiano di polizia aerea, dalla protezione in occasione di grandi conferenze internazionali o in caso di minaccia terroristica, alla sorveglianza rafforzata dello spazio aereo in situazioni di crisi internazionali, fino a un conflitto armato nelle immediate vicinanze della Svizzera. Nel rapporto sulla politica di sicurezza sono descritte le capacità di cui devono disporre le forze armate in un contesto di conflitto sempre più ibrido. Le forze armate devono essere in grado di difendere il territorio, la popolazione e le infrastrutture e di proteggere gli spazi, le strutture, gli assi di traffico e lo spazio aereo, nonché sventare attacchi alla popolazione e alle infrastrutture critiche.

Investimento per il futuro

Affinché la Svizzera rimanga un paese sicuro, sono necessari ulteriori sforzi di maggiore intensità. Il contesto è meno stabile di dieci o venti anni fa. Sono emersi nuovi pericoli e nuove minacce, senza che i precedenti siano venuti meno. La Svizzera deve essere in grado di monitorare e proteggere il suo spazio aereo con mezzi propri e, in casi estremi, di difendere il paese e la popolazione. Questo compito può essere assunto dagli aerei da combattimento, che volano per 30-40 anni, un lungo periodo in cui non si può sapere quali minacce si verranno a creare. Senza la sostituzione degli attuali aerei da combattimento, al più tardi a partire dal 2030, la Svizzera non disporrebbe di alcun mezzo per difendersi dalle minacce aeree.