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L’etica nell’impiego di sistemi robotici autonomi

Chi è responsabile per ciò che i sistemi autonomi fanno e decidono? Daniel Trusilo studia l’uso dei sistemi robotici autonomi in ambienti di conflitto. Nella videointervista ci spiega perché dobbiamo riflettere sulle implicazioni etiche nell’impiego di sistemi robotici autonomi in applicazioni di sicurezza.

01.02.2022 | Pascal Vörös, Centro svizzero dei droni e della robotica DDPS, armasuisse Scienza e Tecnologia

Pascal Vörös, a sinistra nella foto, e Daniel Trusilo, a destra nella foto, siedono uno di fronte all'altro su una scala nel villaggio militare di Wangen an der Aare.
Daniel Trusilo (a destra), qui intervistato da Pascal Vörös (a sinistra), ha servito come ufficiale dell’esercito americano per sette anni. Oggi è dottorando all’Università di San Gallo.

Per il Centro svizzero dei droni e della robotica del DDPS (CSDR DDPS), è importante affrontare concretamente i rischi etici dei sistemi autonomi. Nei suoi studi di dottorato all’Università di San Gallo, Daniel Trusilo sta sviluppando ulteriormente uno schema di valutazione etica praticabile per il CSDR DDPS sotto la supervisione del Prof. Dr. Thomas Burri. 

Signor Trusilo, quali sono i vantaggi dei sistemi robotici autonomi per attività legate alla sicurezza?

Di cosa bisogna tener conto per il loro impiego?

I sistemi autonomi potrebbero essere usati nelle crisi umanitarie?

Perché l’etica è importante per questi sistemi?

Qual è il suo ambito di ricerca per il Centro svizzero dei droni e della robotica del DDPS?

Quali sono le esperienze più importanti della sua ricerca finora?

A che punto siamo oggi nel settore dei sistemi d’arma autonomi e cosa significa questo da un punto di vista etico?

Secondo lei, qual è l’aspetto più importante nello sviluppo di sistemi robotici autonomi?

Breve ritratto di Daniel Trusilo

Daniel Trusilo è dottorando all’Università di San Gallo e studia l’uso dei sistemi robotici autonomi in ambienti di conflitto. In passato è stato consulente per l’assistenza umanitaria presso l’U.S. Agency for International Development (agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale) e si è occupato di questioni civili-militari per la prevenzione e gestione di catastrofi nell’ambito di una borsa di studio Fulbright in Nepal. Daniel ha anche servito per sette anni come ufficiale nell’esercito americano, ricoprendo svariate posizioni. Ha conseguito una laurea in relazioni internazionali presso l’Accademia militare degli Stati Uniti a West Point e un master in relazioni internazionali, diritto e diplomazia presso l’Università di San Gallo e la Fletcher School, Tufts University, Boston.

Contributo armafolio: «Perfect match!» (in tedesco)

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