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Celle a combustibile per impiego in alta montagna per il Centro prove

Le prove di tiro di grosso calibro comportano a seconda dell'obiettivo una coordinazione degli strumenti di misurazione coordinata tra diverse valli. A questo fine, il settore specialistico Centro prove di armasuisse S+T dispone di radioripetitori aerotrasportabili per un utilizzo autonomo telecomandato. Per l'alimentazione si utilizza un Power Box realizzato autonomamente, basato su celle a combustibile al metanolo, testato e approvato per l'utilizzo a fino a 4000 m s.l.m.

15.04.2019 | Dr. Ronny Lorenzo, WTT

Celle a combustibile per impiego in alta montagna per il Centro prove
Esperimenti ad alta quota con una cella a combustibile protetta dalle intemperie disponibile in commercio sullo Jungfraujoch a maggio 2013. La cella si surriscaldava ogni volta dopo circa 12 ore, nonostante una temperatura media di circa -10 °C.

Ripetitori autoalimentati e mantenuti a distanza di qualità sono da tempo liberamente disponibili sul mercato e non rappresentano più quindi alcun tipo di sfida. Al contrario, una fonte di alimentazione affidabile e allo stesso tempo indipendente dalla rete elettrica, che sia inoltre in grado di rispondere ai requisiti dell'impiego in alta montagna, non è certo così facile da reperire. 

Tradizionalmente, l'alimentazione elettrica proviene da una cassa di medie dimensioni riempita di batterie al piombo. Tuttavia, a seconda delle condizioni meteorologiche e dello sfruttamento dei dispositivi radio, è possibile che questa debba essere sostituita una volta in settimana con l'impiego di un elicottero.  

Con l'arrivo di celle a combustibile a base di metanolo (DMFC) rinforzate per le esigenze militari, è apparsa una nuova opzione per prolungare l'autonomia dei ripetitori radio con semplicità. Dopo i primi esperimenti poco fruttuosi con una soluzione proposta da un fornitore commerciale, effettuati nel 2013 su una delle piattaforme esterne utilizzate per scopi scientifici dello Sphinx, la stazione di ricerca ad alta quota dello Jungfraujoch (figura 1), si è scelto di occuparsi personalmente dello sviluppo di un contenitore di protezione dalle intemperie per le celle a combustibile militari disponibili in commercio.

Dal 2014, sono stati effettuati uno o due esperimenti all'anno sullo Sphinx, ciascuno con una nuova versione migliorata. L'anno scorso è stato possibile testare la versione definitiva del contenitore, che dispone ora anche di una cella solare aggiuntiva (figura 2). Nel 2019 e nel 2020 seguirà infine anche l'integrazione dell'ultima generazione di celle a combustibile, come quelle utilizzate anche da Cdo Forze speciali, seguita da esperimenti di comparazione e collaudo sullo Jungfraujoch. Allo stato di sviluppo attuale, è possibile assicurare tempi operativi di almeno 4 settimane con 10 litri di metanolo.

 

Celle a combustibile per impiego in alta montagna per il Centro prove
Esperimenti ad alta quota con una cella a combustibile in un contenitore a prova di intemperie sviluppato dal Centro prove a febbraio 2018. Con questa versione è stato possibile assicurare tempi operativi di fino a 4 settimane.