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Primi test con un robot sottomarino dimostrativo

Il CSDR DDPS sta studiando le possibilità di supporto all’articolata attività dei sommozzatori del cdo KAMIR per mezzo di robot sottomarini. A febbraio di quest’anno è stato effettuato con esito positivo il primo test comune con un modello dimostrativo per la ricerca. L’esperimento ha permesso di dimostrare il potenziale della robotica e ha fornito indicazioni preziose sull’orientamento da imprimere alle attività di ricerca.

28.05.2020 | armasuisse Scienza e Tecnologia, Kai Holtmann CSDR DDPS & Reto Schaffner cdo KAMIR

Tethys
I componenti del gruppo di sommozzatori del cdo KAMIR testano il modello dimostrativo per la ricerca nel lago di Thun

All’inizio di quest’anno hanno avuto luogo a Spiez uno scambio di informazioni e un primo test con un robot sottomarino dimostrativo. Vi hanno preso parte il Centro svizzero dei droni e della robotica (CSDR DDPS) di armasuisse, il Centro di competenza per l’eliminazione di munizioni inesplose e lo sminamento (cdo KAMIR) e alcuni studenti del PF di Zurigo del progetto «Tethys Robotics». L’incontro di Spiez aveva come obiettivo di presentare al gruppo sommozzatori del cdo KAMIR i risultati intermedi scaturiti dalla collaborazione nel campo della ricerca e di definire il prosieguo delle attività.

Eliminazione di munizioni inesplose in acqua e in prossimità

Lo spettro di attività del cdo KAMIR è molto articolato: oltre a interventi di bonifica degli ordigni esplosivi, include anche lo sminamento umanitario e la partecipazione a operazioni di pace. Fra queste rientrano ad esempio la ricerca e il recupero di munizioni e loro residuati, l’eliminazione di proiettili inesplosi e il risanamento di piazze di tiro e settori per obiettivi. Alcuni di questi interventi si svolgono sott’acqua e comprendono attività logistiche come il trasporto subacqueo di materiale sino al luogo operativo o il riporto in superficie di munizioni.

La robotica al servizio dei sommozzatori

Gli interventi dei sommozzatori sono per lo più molto complessi, ma includono anche attività più semplici e ripetitive, ideali per l’impiego di robot. Qui un robot non è in grado di sostituire i sommozzatori, ma li aiuta puntualmente e ne amplia le capacità.

Si può pensare ad esempio all’acquisizione di informazioni, alla misurazione dei fondali per la cartografia sottomarina o all'effettuazione di trasporti. Questa funzione di assistenza potrebbe alleggerire il lavoro dei sommozzatori, facendo sì che il prezioso ossigeno disponibile sott’acqua possa essere sfruttato maggiormente per attività prioritarie.

La collaborazione a livello di ricerca del CSDR DDPS con il gruppo sommozzatori del cdo KAMIR

Il progetto di ricerca rientra in una cooperazione del CSDR DDPS con Formazione d’addestramento del genio/salvataggio/NBC (FOA Gen/Salv./NBC) e il PF di Zurigo, che prevede di sperimentare l’impiego di robot sottomarini innovativi a beneficio del gruppo sommozzatori del cdo KAMIR.

In sede di presentazione dei risultati intermedi nel febbraio 2020 è stato illustrato il funzionamento dell’attuale modello dimostrativo per la ricerca e ne sono stati discussi i requisiti, tra i quali figurano una profondità d’immersione di 150 metri e la capacità di afferrare oggetti di 35 millimetri di spessore. Altri aspetti importanti sono l’operatività autonoma e senza ausilio del GPS dal punto di partenza a quello di arrivo, la capacità di cartografare il fondale con l’aiuto di sonar e l’alimentazione tramite batteria invece del cavo attuale.

Impiego in corsi d’acqua

Oltre che nei laghi, alcuni interventi vengono effettuati anche in corsi d’acqua. Una delle maggiori difficoltà è rappresentata dalla corrente, che il sommozzatore deve saper gestire contemporaneamente al suo lavoro. A volte la forza dell’acqua è così forte da rendere impossibili le immersioni.

Il progetto di ricerca punta pertanto a ottimizzare ulteriormente le capacità dei robot sottomarini di operare in corsi d’acqua con forti correnti.

Ciò presuppone la realizzazione di una struttura in grado di resistere alle correnti, di facile manovrabilità e il più efficiente possibile dal punto di vista energetico. I presupposti per lavorare in queste delicate condizioni sono la messa a punto di un efficace sistema di propulsione e della relativa configurazione volta a compensare automaticamente l’impatto delle correnti. Una problematica supplementare è data in prossimità del fondale dalla scarsissima possibilità, in alcuni casi addirittura nulla, di generare vortici per non intorbidire l’acqua e pregiudicare quindi la visibilità.

Prospettive

Il nuovo modello dimostrativo per la ricerca sarà ultimato alla fine dell’anno e sperimentato e perfezionato d’intesa con i componenti del gruppo sommozzatori del cdo KAMIR. La stretta collaborazione sul campo consente di rendere effettuare una ricerca mirata orientandola alle esigenze dei sommozzatori del KAMIR.

In caso di domande, il team CSDR è a disposizione all’indirizzo sdrz@ar.admin.ch o al numero 058 484 61 47.