Pubblicato il 7 ottobre 2024
Air2030 – FAQ Fabbisogno
In generale
Gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria sono necessari in tutte le situazioni in cui occorre proteggere e difendere la Svizzera, la sua popolazione e le infrastrutture critiche.
I compiti dell’esercito sono definiti all’articolo 58 della Costituzione federale e all’articolo 1 della legge militare. A partire da tali basi legali sono definiti anche i compiti assunti dalle Forze aeree nell’ambito dell’impiego di aerei da combattimento e della difesa terra-aria.
Situazione normale- Servizio di polizia aerea: le Forze aeree sorvegliano in permanenza lo spazio aereo svizzero. Provvedono quotidianamente alla sicurezza nello spazio aereo e all’assistenza agli equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Dall’inizio del 2021 le Forze aeree sono in grado di intervenire in permanenza con due aerei da combattimento armati pronti a decollare entro 15 minuti dall’allarme. Su una media pluriennale, le Forze aeree eseguono da 20 a 40 cosiddette «hot mission» (impieghi di polizia aerea in caso di gravi violazioni delle regole del traffico aereo o della sovranità sullo spazio aereo) e da 250 a 350 «live mission» (impieghi di polizia aerea per il controllo di aeromobili di Stato stranieri nello spazio aereo svizzero).
- Protezione di conferenze: con gli aerei da combattimento le Forze aeree impongono le limitazioni dello spazio aereo e proteggono il luogo della conferenza da attacchi aerei. La difesa terra-aria serve alla protezione ravvicinata.
Gravi tensioni
- In periodi di gravi tensioni, le Forze aeree devono essere in grado di tutelare la sovranità sullo spazio aereo nel corso di settimane o mesi, per impedire l’utilizzazione illecita dello spazio aereo svizzero. La realizzazione di questo compito da parte delle Forze aeree consente inoltre alla Svizzera di tener fede ai suoi obblighi in materia di neutralità. La difesa credibile dello spazio aereo può risultare decisiva per impedire che, in presenza di conflitti armati nel contesto immediato della Svizzera, il Paese sia coinvolto in un conflitto in seguito alla violazione del suo spazio aereo.
- Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di impieghi militari contrari al diritto internazionale: con gli aerei da combattimento le Forze aeree verificano se i divieti di utilizzare lo spazio aereo svizzero sono rispettati (p. es. l’operazione della NATO contro la Serbia nel 1999, l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti nel 2003).
- Salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo in caso di ampie azioni di combattimento in Europa: con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree dimostrano che respingeranno qualsiasi tentativo di utilizzare lo spazio aereo svizzero.
- Protezione in caso di minaccia terroristica concreta, acuta e permanente: se si teme un attacco aereo, gli aerei da combattimento servono a individuare eventuali attacchi e a respingerli unitamente alla difesa terra-aria.
Attacco armato contro la Svizzera
Difesa dello spazio aereo e appoggio delle truppe di terra: in caso di attacco contro la Svizzera da parte di un altro Stato o di sostegno armato di un altro Stato a favore di un gruppo violento in Svizzera, con gli aerei da combattimento e la difesa terra-aria le Forze aeree proteggono la popolazione, le infrastrutture critiche e le truppe di terra dagli attacchi aerei e impediscono il sostegno dall’estero. Inoltre, le Forze aeree appoggiano le truppe di terra mediante voli di ricognizione con aerei da combattimento e impieghi contro obiettivi nemici al suolo.

Servizio di polizia aerea — © DDPS Gli aerei da combattimento sono più mobili, più flessibili e possono essere impiegati per svariati compiti, dalla polizia aerea fino all’appoggio delle truppe di terra. Non possono però rimanere a lungo sul posto.
La difesa terra-aria consente la capacità di resistenza e la permanenza nella protezione di settori e oggetti. È in grado di combattere un’ampia gamma di obiettivi, in particolare anche missili aria-terra. Il trasferimento dei mezzi aerei e dei mezzi basati a terra in un nuovo settore richiede però del tempo; cambiamenti rapidi non sono possibili.
Il contemporaneo impiego di difesa terra-aria e di aerei da combattimento consente di risparmiare quest’ultimi per adempiere compiti determinanti e di impiegarli per compiti supplementari quali il combattimento al suolo e la ricognizione aerea. I sistemi di difesa terra-aria servono inoltre a proteggere gli aerodromi necessari all’esercizio degli aerei da combattimento.
La valutazione e l’acquisto coordinati di nuovi aerei da combattimento e di un sistema di difesa terra-aria a lunga gittata facilitano il coordinamento per quanto concerne la qualità, la quantità e l’integrazione in un sistema di difesa aerea.
Capacità di resistenza — © DDPS Il Programma Air2030 composto da quattro progetti:
- NAC: nuovo aereo da combattimento.
- DTA: sistema di difesa terra-aria a lunga gittata.
- C2Air: rinnovo del sistema di condotta e di comunicazione del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako.
- Radar: rinnovo del sistema di sensori del sistema di sorveglianza dello spazio aereo e di condotta degli impieghi Florako.
I motivi per cui i progetti sono stati riuniti in un unico programma Air2030 sono i seguenti: Tra i progetti ci sono diverse interfacce e dipendenze a livello tecnico, operativo, temporale e finanziario come, ad esempio, la soluzione tecnica per la catena di comando (dall’approvazione di un ordine di tiro fino all’impiego effettivo delle armi). Inoltre, sfruttando le sinergie di progetto in seno al programma sarà possibile ottimizzare le risorse di personale. In tal modo è garantita l’armonizzazione dell’intero sistema.

Air2030 — © DDPS
Aereo da combattimento
A breve e medio termine una minaccia militare diretta sotto forma di attacco armato contro la Svizzera è poco probabile. Tuttavia le ripercussioni di un’aggressione del genere sarebbero talmente gravi che questa eventualità non deve essere trascurata. Inoltre negli ultimi anni il rischio di conflitti armati in aree dell’Europa vicine alla Svizzera è aumentato, e da febbraio 2022 in Ucraina è realtà. Conflitti nel contesto europeo coinvolgono direttamente anche la Svizzera, ad es. poiché in quanto Stato neutrale deve impedire che il suo territorio e il suo spazio aereo vengano utilizzati dalle parti belligeranti. Questo sarebbe il caso in particolare se un tale conflitto in aree vicine alla Svizzera dovesse subire un’ulteriore escalation.
Per il momento soltanto gli aerei da combattimento sono in grado di coprire l’intera gamma di capacità e modalità d’impiego necessarie alla protezione dello spazio aereo. Una rinuncia al rinnovo della flotta di aerei da combattimento significherebbe che a partire dal 2030 la Svizzera non sarà più in grado di svolgere i propri compiti di protezione e di difesa nel proprio spazio aereo. Equivarrebbe alla rinuncia a un obbligo statale centrale e, alla fine, alla sovranità in materia di politica di sicurezza e alla neutralità. Inoltre, sotto il profilo della politica di sicurezza la Svizzera costituirebbe una «zona di vuoto» in Europa e quindi rappresenterebbe un rischio.
Gli aerei da combattimento non servono soltanto in caso di accresciute tensioni o di conflitto armato. Quotidianamente con questi aerei le Forze aeree provvedono alla sicurezza dello spazio aereo, vengono in soccorso di equipaggi di aerei in difficoltà e intervengono in caso di violazioni dello spazio aereo. Inoltre proteggono le conferenze internazionali da attacchi aerei.Gli aerei da combattimento sono e restano importanti per la sicurezza. Le minacce più recenti, quali i ciberattacchi, si sono sommate a quelle preesistenti (es. attacchi armati) e non le hanno dunque sostituite. Gli aerei da combattimento possono contrastare diverse minacce, in particolare gli conflitti armati e il terrorismo. In caso di minaccia permanente da parte di terroristi, che possono impiegare anche aerei o elicotteri, è necessario un controllo globale dello spazio aereo.
L’impiego di mezzi di difesa dello spazio aereo è decisivo anche nei cosiddetti conflitti ibridi, caratterizzati dall’intervento di attori statali e non statali. In questi casi è necessario evitare che un avversario fornisca appoggio dallo spazio aereo a forze che agiscono in segreto, ad esempio procurando loro armi e rifornimenti o colpendo obiettivi al suolo.
Inoltre non è sufficiente basarsi solo sulle minacce attuali per valutare quali mezzi siano necessari per la sicurezza, bisogna tener conto anche dei possibili sviluppi futuri. Se si avviasse l’acquisto di nuovi aerei da combattimento solo nel momento in cui una minaccia concreta si delinea all’orizzonte, considerati i lunghi tempi necessari per l’acquisto probabilmente non si riuscirebbe a introdurli per tempo.
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all'interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain FridezLa Svizzera non è membro dell’alleanza militare della NATO e dunque non fa nemmeno parte della difesa collettiva atlantica (conformemente all’art. 5 del Trattato Nord Atlantico del 4 aprile 1949). In quanto Stato neutrale la Svizzera deve quindi prendere individualmente i provvedimenti necessari per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione.
Il diritto della neutralità obbliga gli Stati neutrali a proteggere e a difendere in modo credibile il proprio territorio, che comprende anche lo spazio aereo. Questo implica per esempio anche il fatto di dissuadere le parti in conflitto dall’utilizzare il proprio territorio statale per scopi militari o dall’abusarne.
La sorveglianza e la protezione del proprio spazio aereo sono compiti e responsabilità fondamentali di uno Stato, in particolare anche per uno Stato neutrale come la Svizzera.
Nel caso di un attacco armato contro la Svizzera, tuttavia, gli impegni di Stato neutrale vengono a cadere. In tal caso la Svizzera avrebbe il diritto di organizzare la propria difesa in collaborazione con altri Stati – inclusi quelli confinanti, in maggioranza membri della NATO –, se ciò fosse reputato adeguato oppure necessario. In una situazione del genere è estremamente probabile che anche i Paesi confinanti siano stati attaccati. Nel quadro di una relativa cooperazione, la controparte si aspetterebbe un contributo da parte della Svizzera; 36 aerei da combattimento equivalgono a una prestazione sostanziale in tal senso.Dopo circa 40 anni di utilizzo gli F-5 Tiger sono obsoleti e non avrebbero alcuna possibilità di imporsi nel combattimento aereo contro velivoli moderni. Fino alla messa fuori servizio continueranno a essere utilizzati 25 F-5 Tiger, ad esempio, per il ruolo di bersagli o di aggressori nel quadro dell’allenamento al combattimento aereo, per l’allenamento nel campo della guerra elettronica, per impieghi di sorveglianza della radioattività dell’aria, per voli di prova di armasuisse, per la Patrouille Suisse e, in misura molto ridotta, per il servizio di polizia aerea durante il giorno e in buone condizioni di visibilità.
Acquistati circa 20 anni fa, gli F/A-18 sono attualmente ancora considerati aerei efficaci. Con il Messaggio sull’esercito 2017 il Parlamento ha approvato la proroga di cinque anni, fino al 2030, della durata di utilizzazione degli F/A-18. È stata verificata la possibilità di una proroga della durata di utilizzazione fino al 2035, ma tale ipotesi è stata scartata per motivi finanziari e tecnici. Tutti gli altri Stati che oggi gestiscono ancora flotte di F/A-18A-D li ritireranno dal servizio verso il 2030. A quel momento la Svizzera rimarrebbe il solo Paese al mondo ancora dotato di questo tipo di aerei, di cui il costruttore dovrebbe garantire l’intera manutenzione per la sola Svizzera, con conseguenti costi enormi e rischi elevati.
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 febbraio 2017 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Werner Salzmann
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda del Consigliere nazionale Marcel DoblerGli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.
Con il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot è possibile combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.
Difesa aerea integrata — © DDPS Nell’ambito del combattimento di obiettivi al suolo si tratta di appoggiare le proprie truppe di terra mediante attacchi aerei compiuti con precisione contro obiettivi avversari.
Fino al 1994, ovvero quando gli aerei da combattimento Hunter sono stati messi fuori servizio, le Forze aeree avevano la capacità di combattere obiettivi al suolo dall’aria. I moderni impieghi aria-terra sono tuttavia molto più precisi. Fino al 2003, quando sono stati messi fuori servizio i Mirage III RS, le Forze aeree disponevano anche della capacità di ricognizione con aerei da combattimento. In entrambi i casi è stato comunicato pubblicamente che tali capacità sarebbero state ripristinate in un secondo momento. È quanto s’intende realizzare ora, in misura limitata per quanto concerne la capacità di combattere obiettivi al suolo, con l’acquisto del nuovo velivolo da combattimento. Ripristinare la capacità di combattere obiettivi al suolo non influenzerà il numero di aerei da combattimento da acquistare e inciderà solo minimamente sui loro costi.
L’F-35A è un velivolo polivalente che può essere utilizzato per il servizio di polizia aerea, la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo e la difesa aerea, nonché per l’appoggio delle truppe di terra dall’aria e per la ricognizione aerea. Le relative capacità tecniche sono integrate nella configurazione standard dell’aereo.
Considerata l’attuale scarsa probabilità di un attacco armato alla Svizzera, si tratta innanzitutto di ripristinare unicamente una capacità limitata (acquisto di una quantità limitata di munizioni aria-terra e di contenitori con mezzi di ricognizione) e non una capacità completa (comprendente l’immagazzinamento di grandi scorte di munizioni). La capacità limitata di combattere obiettivi al suolo contribuisce a segnalare che la Svizzera non va attaccata con leggerezza e che, all’occorrenza, è pronta a difendersi.
Non vengono invece create le capacità per attaccare obiettivi di superficie. Gli attacchi aerei con munizioni a grappolo e bombe a caduta libera sarebbero contrarie sia alla Convenzione di Oslo sia ai principi umanitari della Svizzera.Grazie alla ricognizione aerea si acquisiscono informazioni su oggetti e movimenti di truppe. Una visione dall’alto è particolarmente vantaggiosa per gli impieghi in zone edificate.
Per la ricognizione aerea l’Esercito svizzero impiega anche droni. Il sistema di ricognitori telecomandati ADS 95 è stato messo fuori servizio all’inizio del 2020, dopo oltre 20 anni. Il nuovo sistema ADS 15 potrà essere impiegato dalle Forze aeree a partire dal 2022. Fino ad allora la ricognizione aerea sarà principalmente garantita dal sistema FLIR di cui è munito il Super Puma/Cougar. I droni hanno una grande durata di permanenza sulla zona d’impiego, ma sono vulnerabili e piuttosto lenti. Con gli aerei da combattimento equipaggiati di sensori possono essere acquisite informazioni in modo rapido e flessibile a grande distanza. Contrariamente a quanto avviene con i droni, la ricognizione aerea con velivoli da combattimento è possibile anche in spazi aerei dove sono in corso combattimenti, poiché gli aerei da combattimento sono equipaggiati con mezzi di autoprotezione.
Dalla messa fuori servizio del ricognitore Mirage III RS nel 2003 la Svizzera presenta una lacuna in materia di capacità per quanto riguarda la ricognizione con aerei da combattimento, che sarà colmata con l’acquisto di un nuovo aereo da combattimento. Per quanto riguarda la ricognizione aerea, per una parte della flotta sono necessari pod da ricognizione nei quali è possibile trasportare i sensori elettro-ottici. Un aereo da combattimento polivalente moderno può essere impiegato come ricognitore mantenendo nel contempo le sue altre capacità.
Alternative
Non vi sono alternative adeguate. Se la Svizzera vuole proteggere efficacemente il suo spazio aereo anche in futuro, l’acquisto di aerei da combattimento è necessario.
DroniI droni possono soltanto essere complementari agli aerei da combattimento con equipaggio. In particolare per il servizio di polizia aerea la presenza di un pilota sul posto è importante per prendere decisioni conformi alla situazione. Inoltre i droni non possono volare alla quota e alla velocità dei normali aerei passeggeri civili. I droni non sono utilizzabili per un’ampia gamma di impieghi come è invece il caso per gli aerei da combattimento con equipaggio. Servono in primo luogo (e segnatamente in combinazione con aerei da combattimento con equipaggio) per la ricognizione aerea, ma non per la difesa aerea e il servizio di polizia aerea.
Si veda anche: Risposta del Consiglio federale del 15 giugno 2020 alla domanda della Consigliera nazionale Doris Fiala
Difesa terra-aria
La difesa terra-aria fornisce un contributo importante alla difesa aerea. Serve a garantire una protezione permanente, mentre nella difesa aerea gli aerei da combattimento sono l’elemento dinamico grazie al quale è possibile realizzare sforzi principali in maniera flessibile e dinamica. I due mezzi sono complementari e si rafforzano reciprocamente a livello di efficacia. La difesa terra-aria può essere impiegata soltanto per abbattere oggetti volanti, ma non per identificarli, per avvertirli, per allontanarli o per costringerli ad atterrare. Di conseguenza, può essere impiegata soltanto in misura limitata per il servizio di polizia aerea (ad es. nel quadro della protezione di conferenze per proteggere opere da minacce provenienti dallo spazio aereo inferiore). Contrariamente agli aerei da combattimento, con i sistemi terra-aria non è possibile realizzare in breve tempo sforzi principali a livello geografico, poiché la loro mobilità è troppo scarsa.
Elicotteri da combattimento
Gli elicotteri da combattimento sono utili per una parte dei compiti relativi al combattimento di obiettivi al suolo, in particolare per il supporto aereo ravvicinato, ma non per la difesa aerea o il servizio di polizia aerea. Gli elicotteri (e gli aerei leggeri armati) sono troppo lenti per seguire aerei passeggeri civili a reazione, per non parlare degli aviogetti da combattimento. Gli elicotteri da combattimento non posso essere impiegati a quote sufficientemente elevate e inoltre non dispongono di radar per l’individuazione di altri oggetti volanti. Infine, sono molto vulnerabili nei confronti di tiri provenienti da terra.
Aerei da combattimento leggeri
Attualmente sul mercato non è disponibile alcun aereo da combattimento leggero che soddisfi i requisiti minimi anche solo per il servizio di polizia aerea: a seconda del modello manca la capacità di raggiungere velocità supersoniche, la velocità ascensionale o la capacità di accelerazione. Gli aerei da combattimento leggeri non sarebbero in grado di raggiungere gli aerei entro i margini di tempo imposti. Gli aerei da combattimento leggeri odierni sono inoltre sprovvisti della capacità di trasportare missili aria-aria impiegabili in qualsiasi condizione meteorologica. Un aereo che non può impiegare le proprie armi in condizioni di scarsa visibilità, con il cielo coperto o di notte, non può nemmeno svolgere compiti di polizia aerea.
Si veda anche: Parere del Consiglio federale del 19 febbraio 2020 in merito all’interpellanza del Consigliere nazionale Pierre-Alain Fridez
Rifornimento in voloIl rifornimento in volo, per realizzare la medesima permanenza in loco con un numero inferiore di velivoli, non sarebbe un’opzione ragionevole in Svizzera, a causa delle brevi distanze dalle basi dei velivoli e perché gli aerei cisterna dovrebbero a loro volta essere efficacemente protetti, con la conseguente necessità di aerei da combattimento supplementari.
Cooperazione internazionaleAnche la cooperazione internazionale è presentata talvolta come alternativa (parziale) all’acquisto di nuovi aerei da combattimento, con l’argomento che consentirebbe di ridurre le dimensioni della flotta di aerei da combattimento. In realtà la cooperazione inter-nazionale ha luogo già oggi. Tuttavia, all’utilizzazione di aerei da combattimento svizzeri negli spazi aerei di altri Paesi e di aerei da combattimento di forze armate straniere nello spazio aereo svizzero si oppongono, nella situazione normale, esigenze in materia di sovranità e, in caso di tensioni o di conflitti, gli obblighi della neutralità. Inoltre, la logistica, la manutenzione e allenamenti congiunti nonché lo scambio di piloti e la cooperazione nel quadro della polizia aerea sono compatibili con il diritto in materia di neutralità soltanto fintantoché lo Stato partner non è coinvolto in un conflitto armato internazionale. Tale limitazione è accettabile nel quadro di attività e settori che traggono vantaggio da una cooperazione, ma non subiscono conseguenze di rilievo in caso di interruzione (per es. l’allenamento). Per contro, le attività essenziali per l’esercizio delle Forze aeree (logistica, manutenzione) devono poter essere svolte, per lo meno per un determinato periodo, con le risorse nazionali. Infine, va osservato che la cooperazione internazionale non è un’alternativa a sforzi propri e non è gratuita, bensì fondata sul presupposto che tutti i partner forniscono prestazioni.
L’adesione a un’alleanza militare non permetterebbe di aumentare la sicurezza della Svizzera. Inoltre, qualora aderisse a un’alleanza militare, la Svizzera dovrebbe rinunciare alla propria neutralità. Inoltre tutti i membri della NATO hanno convenuto che in un’ottica di medio termine investiranno il 2 % del loro PIL nel settore della difesa; per la Svizzera si tratterebbe circa di 14 miliardi di franchi all’anno.
Si veda anche: Rapporto complementare del Consiglio federale al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 relativo alle conseguenze della guerra in UcrainaQuesti due aspetti non possono essere messi in competizione tra di loro. Uno degli obiettivi della politica di sicurezza svizzera è rafforzare ulteriormente la collaborazione militare, anche con l’UE. Tuttavia ciò non esonera la Svizzera dall’obbligo di acquistare i mezzi necessari per la propria protezione e la propria difesa e di prepararsi adeguatamente. Una cooperazione può funzionare solo se si è in grado di dare un contributo sostanziale. È sempre una questione di dare e ricevere. L’idea secondo cui siano altri Stati a occuparsi dei compiti di sicurezza della Svizzera e a farsi carico dei costi non è realistica. Per dare vita a una cooperazione sono sempre necessarie prestazioni proprie. Infatti, numerosi Stati membri della NATO e dell’UE aumentano i loro budget per la difesa al fine adempiere ai loro impegni nell’ambito di alleanze e cooperazioni. Non vi è alternativa al fatto che ogni Stato investa nella propria sicurezza e nella propria difesa.
Si veda anche: Rapporto complementare del Consiglio federale al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 relativo alle conseguenze della guerra in Ucraina
Sistema di difesa terra-aria
- Dalla messa fuori servizio del sistema BL-64 Bloodhound nel 1999 vi è una lacuna nella difesa terra-aria a lunga gittata.
- Con una difesa terra-aria a lunga gittata è possibile coprire in maniera efficiente ampi spazi. Con poche postazioni si può proteggere la maggior parte del territorio della Svizzera densamente popolato.
- L’impiego della difesa terra-aria a lunga gittata e di aerei da combattimento nel medesimo settore è efficace e sgrava gli aerei da combattimento. La difesa terra-aria a lunga gittata consente una protezione permanente; a seconda della situazione gli aerei da combattimento possono essere disponibili in stato di prontezza elevata al suolo e impiegati soltanto in caso di necessità.
- In caso di conflitto l’effetto dissuasivo di un sistema a lunga gittata viene giudicato dagli avversari in maniera notevolmente maggiore rispetto a quello di un sistema a corta gittata. Le possibilità d’azione di quest’ultimo sono fortemente limitate e l’onere e i rischi di un attacco o anche soltanto di una violazione dello spazio aereo aumentano. I sistemi a corta gittata non sono in grado di combattere aerei che sorvolano illegalmente la Svizzera.
Gli aerei da combattimento sono in grado di combattere aerei, elicotteri, droni e missili da crociera avversari. Con la difesa terra-aria è possibile combattere i medesimi obiettivi nonché obiettivi di dimensioni minori come, ad esempio, missili aria-terra.
Con il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata Patriot è possibile combattere anche missili balistici terra-terra a corta gittata nonché, in misura limitata, missili balistici terra-terra a media gittata.
Difesa aerea integrata — © DDPS I sistemi di difesa terra-aria a corta gittata impiegati attualmente (cannoni di difesa contraerea da 35 mm e i missili Stinger) sono in grado di combattere soltanto elicotteri, aerei civili e droni (delle dimensioni dell’ADS-95) nello spazio aereo inferiore (fino a 3000 metri dal suolo). Verosimilmente saranno messi fuori servizio alla fine del 2032, dopo averne già prolungato la durata di utilizzazione.
La valutazione di sistemi a media e corta gittata adeguati sarà effettuata verso la metà degli anni 2020. L’obiettivo è sottoporre le relative proposte al Parlamento nella seconda metà del 2020.Con il nuovo sistema di difesa terra-aria a media e corta gittata, la priorità sarà data al combattimento di missili da crociera, missili nella fase finale di avvicinamento, elicotteri, droni (delle dimensioni dell’ADS-95) e velivoli nello spazio aereo inferiore e in parte nello spazio aereo medio.
