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ComunicazioniPubblicato il 6 marzo 2026

Rafforzamento della collaborazione nella ricerca sull’identità elettronica della Confederazione

L’Ufficio federale dell’armamento armasuisse e l’Ufficio federale di giustizia uniscono le loro competenze per promuovere in modo mirato le questioni centrali di sicurezza e protezione dei dati relative al nuovo mezzo d’identificazione elettronico della Confederazione (Id-e). In questo contesto, il Cyber-Defence Campus (CYD Campus) di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) sostiene il rafforzamento della collaborazione nella ricerca. Per il periodo 2026–2029, l’attenzione sarà rivolta all’analisi di tecnologie innovative finalizzate allo sviluppo di un’identità digitale fortemente orientata alla protezione dei dati personali.

Andrea Thäler, Settore Cyberdefence, Area di competenza armasuisse Scienza e tecnologia

La collaborazione di ricerca tra l’Ufficio federale dell’armamento armasuisse e l’Ufficio federale di giustizia (UFG) rafforza in modo mirato la sicurezza e la protezione dei dati dell’identità elettronica svizzera (Id-e), in particolare attraverso l’impiego di procedure crittografiche all’avanguardia. In questo contesto, il Cyber-Defence Campus (CYD Campus) di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) rappresenta un’importante interfaccia tra l’Amministrazione federale e il panorama svizzero della ricerca. I programmi di ricerca consolidati del Cyber-Defence Campus permettono di trasferire rapidamente il know-how scientifico in soluzioni di sicurezza applicabili per l’Id-e svizzera. Un’attenzione particolare è rivolta alla non tracciabilità che consente di servirsi dell’Id-e senza generare profili di utilizzo tracciabili.

Il 6 dicembre 2024, il Consiglio federale ha definito i principi dell’attuazione tecnica del nuovo mezzo d’identificazione elettronico della Confederazione (Id-e). Un obiettivo centrale è rafforzare ulteriormente la protezione dei dati, in particolare attraverso la cosiddetta non tracciabilità (unlinkability). La non tracciabilità garantisce che diversi utilizzi della stessa Id-e non possano essere correlati tra loro né aggregati in profili di utilizzo. Al momento del lancio previsto nel 2026, l’Id-e risulterà non tracciabile (unlinkable) da parte degli organi preposti alla verifica (per esempio uffici federali, aziende). Rimane tuttavia necessario proseguire la ricerca in questo ambito. Parallelamente, viene rafforzata in modo mirato la tecnologia post-quantistica, per garantire che l’Id-e sia sicura anche di fronte a minacce future. La stretta collaborazione tra Amministrazione federale, istituti di ricerca e partner tecnologici crea, inoltre, un ecosistema favorevole all’innovazione che, per quanto riguarda la prestazione di servizi digitali da parte dello Stato, è in grado di sviluppare soluzioni pratiche e sicure anche in futuro.

Progetto di ricerca

Per attuare rapidamente queste e altre innovazioni rilevanti per la sicurezza, la Confederazione mette a disposizione fondi per la ricerca. Il nuovo accordo tra armasuisse e l’UFG disciplina l’assegnazione di questi fondi dal 2026 fino, al più tardi, alla fine del 2029. Vengono rafforzati i progetti di ricerca nei seguenti ambiti: non tracciabilità, zero-knowledge proof, crittografia post-quantistica, non ripudio, gestione della fiducia e revoca sicura dei documenti.

L’avvio è segnato dal progetto «Quantum-Resilient Swiss e-ID», realizzato in collaborazione con la Haute École d'Ingénierie et de Gestion del Canton Vaud che fa parte della Scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale (HES-SO). A partire dal 2026, i collaboratori del progetto analizzeranno lo stack tecnologico esistente dell’Id-e, valuteranno gli effetti delle procedure post-quantistiche attraverso scenari simulati e svilupperanno un dimostratore per un’architettura Id-e resistente ai computer quantistici.

In questo contesto, il Cyber-Defence Campus di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) svolge un ruolo centrale. Grazie ai programmi di ricerca consolidati e ai CYD Fellowship, il CYD Campus assume una funzione di ponte strategico, permettendo di trasferire rapidamente il know-how scientifico in soluzioni di sicurezza applicabili per l’Id-e svizzera.

La gestione strategica della collaborazione nella ricerca avviene tramite un organo di ricerca dedicato all’Id-e. Sotto la guida del dott. Martin Burkhart di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T), l’organo di ricerca esamina tutte le proposte di progetto, autorizza ove attuabile i fondi per lo sviluppo dell’Id-e e segue l’avanzamento dei progetti approvati.

Un riepilogo dei lavori di ricerca del Cyber-Defence Campus riguardante l’Id-e è disponibile al seguente link: GitHub - cyber-defence-campus/self-sovereign-identity: Research overview of self-sovereign-identity (SSI) activities

Ulteriori informazioni: