I sensori di pressione degli pneumatici possono consentire il tracciamento dei veicoli?
I ricercatori del Cyber-Defence Campus (CYD Campus) di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) hanno analizzato, insieme a partner internazionali, i rischi per la privacy degli utenti correlati ai sensori di pressione degli pneumatici installati nei veicoli moderni. Lo studio mostra che i segnali wireless non criptati provenienti dai sistemi di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS) possono essere captati con hardware a basso costo, rendendo possibile ricavare i modelli di movimento del veicolo.
Andrea Thäler, settore specialistico Cyber Defence, settore di competenza armasuisse Scienza e tecnologia

Questo studio del Cyber-Defence Campus (CYD Campus) di armasuisse Scienza e tecnologia (S+T) fornisce, in collaborazione con partner internazionali, nuovi approfondimenti sui rischi per la privacy correlati ai veicoli connessi al sistema TPMS. La ricerca dimostra come componenti apparentemente semplici, quali i sensori di pressione degli pneumatici, possano rivelare informazioni sensibili. Sulla base di misurazioni effettuate nel mondo reale, lo studio evidenzia la necessità di implementare nei futuri sistemi utilizzati per i veicoli meccanismi di sicurezza e protezione dei dati personali più rigidi.
I veicoli moderni fanno sempre maggiore affidamento sulle tecnologie wireless per migliorare sicurezza e comfort. Uno di questi componenti è il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS). La pressione degli pneumatici viene misurata di continuo e i dati vengono trasmessi in modalità wireless alla centralina elettronica del veicolo. In molte implementazioni attuali, queste trasmissioni vengono inviate in chiaro e contengono un identificatore unico che rimane invariato.
Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del CYD Campus, tra cui il dott. Gérôme Bovet e il dott. Yago Lizarribar, insieme a partner di ricerca internazionali, si chiede se tali segnali possano essere utilizzati per ricavare i modelli di movimento dei veicoli.
Per analizzare questo rischio, i ricercatori hanno implementato una rete di analizzatori di spettro a basso costo che hanno raccolto le trasmissioni wireless dei TPMS per un periodo di dieci settimane. Nel corso delle attività di misurazione sono stati catturati e analizzati oltre sei milioni di messaggi TPMS provenienti da più di 20 000 veicoli. Grazie a tecniche di analisi dei dati, il team è stato in grado di associare i segnali provenienti dai diversi pneumatici ai singoli veicoli e di identificare schemi ricorrenti nei loro spostamenti.
I risultati dimostrano che questo tipo di tracciamento è tecnicamente fattibile utilizzando hardware relativamente economici. Ne sono un esempio gli analizzatori SDR che possono essere acquistati per meno di 100 franchi. Combinando i segnali provenienti da più sensori applicati a pneumatici appartenenti allo stesso veicolo, diventa possibile riconoscere i veicoli e ricostruire nel tempo i loro schemi di movimento.
Inoltre, l’analisi mostra che da questi segnali possono essere ricavate alcune informazioni in merito al comportamento del guidatore, quali orari consueti di arrivo e partenza o variazioni nello stile di guida. In scenari reali, tali informazioni potrebbero essere utilizzate per analizzare le abitudini di singoli individui o di organizzazioni.
Lo studio sottolinea l’importanza di applicare i principi che disciplinano la sicurezza e la protezione dei dati personali fin dalla progettazione. E questo anche a componenti in apparenza semplici utilizzati per i veicoli moderni. I ricercatori raccomandano pertanto che i futuri sistemi TPMS integrino protezioni più rigide, come la crittografia o identificatori progettati per tutelare la privacy.
Attraverso questo lavoro, il CYD Campus contribuisce ad approfondire la comprensione dei rischi di cibersicurezza e riguardanti la privacy nelle tecnologie di rete e sostiene lo sviluppo di sistemi digitali più sicuri e resilienti.
Leggi l’intero studio: Can’t Hide Your Stride - Inferring Car Movement.pdf

